Attraverso Storia e Tradizioni...

Al pari di altre città marinare anche Catanzaro lido vantava un tempo nei suoi ristoranti, pochi in verità, una tradizione gastronomica parsimoniosa e genuina che non usava i prodotti degli altri, ma soltanto quelli che aveva a portata di mano, che crescevano sulla nostra terra, e quello che gli infaticabili pescatori prendevano con le loro reti.
Il ristorante più rinomato del quartiere lido era negli anni Cinquanta quello della signora Carmelina Teti. Era nato nel dopoguerra ai piedi del cavalcavia in ferro, che congiungeva il quartiere marinaro alla ferrovia.
Vi si accedeva attraverso un piccolo cortile, sovrastato da una fitta pergola, che assicurava agli avventori una piacevole frescura.

La gastronomia di Carmelina era caratterizzata dal profumo dell’orto e del pesce appena pescato.
Il 1955 l’E.p.t. di Catanzaro realizzò sul lungomare un edificio a due piani: si affacciava sull'arenile con una rotonda a piano terra con bar, e al piano superiore le sale ristorante, la cucina ed una grande terrazza con vista sul mare . L’E.p.t. affidò la concessione dello stabile per 99 anni al Sig. Roberto Lomoio detto Bebè genero della Sig.ra Carmelina, la quale chiuse l’attività ai piedi del cavalcavia, e andò a dirigere la cucina del nuovo ristorante con denominazione “Ristorante Carmelina“.

Era il luglio del 1955 quando, in un tripudio di “marinoti“ , l’opera fu inaugurata dall'Ammiraglio Pugliese, alla
presenza di autorità civili e militari e benedetta dal vescovo della città. In poco tempo il ristorante Carmelina attirò simpatia e risonanza in tutti i paesi della provincia e, per le sue specialità gastronomiche, si conquistò l’appellativo di “ zi Teresa di Catanzaro". Gestiva il ristorante Bebè Lomoio, camerieri di sala erano: Totò Viscomi, Pietro Aiello, Leonardo Di Perna, Giordano, ecc.
Quasi tutte le compagnie teatrali, quando venivano in città, facevano sosta presso Carmelina, e fra tanti personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport e della politica si ricordano i nomi di Nini’ Rosso, Laura D'Angelo, il mago Zurlì, Achille Togliani, Giacomo Rondinella, Roberto Murolo, Elena Varzi col marito Raf Vallone, Franco Rosi, Mike Bongiorno, Pier Paolo Pasolini, Coppi, Bartali, quando Amedeo Nazzari girò “Il lupo della Sila“ fece sosta in quel ristorante e gustò più di ogni altra cosa il pesce spada alla griglia con salsa Carmelina.

Fra gli uomini politici si ricordano: Fanfani , Medici, Aldisio, Mancini, Leone, Antoniozzi, Spasari, Togni, Pugliese, Cassiani, Foderaro e tanti altri che ebbero il piacere di gustare l’ottima cucina di Carmelina. 

Alcune specialità del ristorante erano: antipasto di pesce , merluzzo alla marinara, scilatelle alla marinara, spaghetti con le cozze al cartoccio, involtini di pesce spada e pesce spada alla griglia con salsa carmelina.

Per ben tre volte il ristorante carmelina risultò vincitore della medaglia d’oro in un concorso nazionale indetto dalla rivista "Gente" .

Fu ritrovo della Catanzaro bene per molti anni , anche perchè d’estate venivano servite le succulente pietanze sulla grande terrazza protesa verso il mare come la prua di una nave.

Ogni anno , nel giorno di S. Giuseppe, il ristorante veniva aperto a tutti i poveri del quartiere maniraro. La signora Carmelina preparava il pranzo a base di tagliatelle e ceci , ed era lei stessa a servire i conviviali e a donare loro anche un buon bicchiere di vino.

Quel meraviglioso ristorante fu distrutto dalla violenta mareggiata del gennaio 1972, dopo diciassette anni di rinomata gestione. Bebè Lomoio proprietario del locale non lo voleva abbandonare , guardava frastornato quell'inferno, quelle onde impetuose che si scagliavano con violenza su quanto gli uomini avevano creato col proprio lavoro. Avrebbe, forse, preferito perdersi come i capitani di marina che non abbandonano la propria nave.

A distanza di trent’anni , per volonta’ di Renato Lomoio , figlio di Bebè, ritorna come “Antica Trattoria Carmelina” quello che fu il più famoso ristorante di Catanzaro, e che oggi rivive attraverso gli antichi sapori del mare, che resero indiscussa regina la signora Carmelina. E' questo un segno di venerazione, una dichiarazione di gratitudine che il nipote rende alla nonna e al padre per celebrare il loro vissuto di ristoratori. 

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